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Ruoli

E' certo che una delle caratteristiche di un gruppo efficace coincide con la capacità di utilizzare e valorizzare al meglio le differenze rappresentate dai suoi membri: differenze di esperienze, di competenze, di approcci.

 

L'utilizzo e la valorizzazione delle differenze è presupposto di base, infatti, non solo per il conseguimento dell'obiettivo che il gruppo si prefigge, ma soprattutto per la possibilità di affrontare, ogni volta, tale obiettivo, puntando a realizzare qualità, innovazione e creatività.

 

Un dato di fatto è, tuttavia, che ogni gruppo ha necessità di tradurre in qualche modo queste differenze anche in un dato di struttura e di articolazione nonché in regole di funzionamento. A ciò corrisponde l'idea del ruolo.

 

I ruoli rappresentano pertanto all'interno di un gruppo di lavoro le parti assegnate a ciascuno in funzione del riconoscimento, più o meno esplicito, delle specificità di ciascuno ed in vista dell'ottimizzazione più o meno decisiva delle differenze.

 

Nel gruppo di lavoro IURE MRR una prima assegnazione dei ruoli è stata effettuata e finalizzata alla valorizzazione del sistema di competenze professionali dei vari membri.

 

Il gruppo peraltro ha approvato la suddivisione della struttura organizzativa dello studio legale in due Dipartimenti: Dipartimento di Diritto Civile, diretto dall'Avv. Fabio Messi e Dipartimento di Diritto Penale diretto dall'Avv. Narciso Ricotta.

 

La relativa facilità con cui il gruppo ha assegnato i ruoli per competenze deriva dalla circostanza, già riferita, che i membri del gruppo si conoscevano da anni e note risultavano le competenze di ciascuno.

 

Ma l'assegnazione dei ruoli per competenze non esaurisce la problematica della variante "ruolo" nei gruppi di lavoro perchè, da un lato esistono ruoli formali cioè quelli negoziati con il gruppo e ruoli informali che si creano nello spazio di libera interpretazione in funzione della posizione che ciascuno sarà portato ad assumere compatibilmente con il ruolo assegnato formalmente ed è, naturalmente, auspicabile una sinergia e non una contraddizione tra ruolo formale e ruolo informale.
Inoltre, la psicologia di gruppo ha messo in rilievo che, al di là dei ruoli assegnati per competenze, esistono anche ruoli per specificità caratteriali quali ad esempio il metodologo, il negoziatore, l'innovatore, il creativo, il conservatore, il realizzatore, il comunicatore e così via, tutte caratteristiche che comunque incidono nella dinamica di funzionamento di un gruppo di lavoro.

 

In relazione a ciò è di basilare importanza la c.d. doppia rappresentazione dei ruoli: quella che ciascuno ha di sè, cioè quello che ciascuno pensa di fare (e penserà di fare le cose che gli riescono meglio, quelle che gli creano meno stress e meno ansia) e come pensa di relazionarsi con gli altri e poi la rappresentazione che ciascuno ha degli altri membri.

 

Se le due immagini, cioè quella che l'individuo pensa per sè e la percezione che gli altri membri del gruppo hanno del ruolo dell'individuo coincidono, allora non ci saranno problemi, ma come è facile supporre, la coincidenza non è per nulla scontata e può capitare che un individuo si rappresenti in un modo e venga invece percepito in un altro dai membri del gruppo, ciò che provoca inevitabilmente disagi ed incomprensioni, conflitti e rivendicazioni apparentemente inspiegabili.
E' dunque necessario che le immagini del ruolo (propria e degli altri) siano conosciute e discusse nel gruppo in riunione perché lì si trova lo spazio per il chiarimento, per la negoziazione e lo sviluppo.

 

Questo passaggio è estremamente delicato e tuttavia doveroso per creare un clima di trasparenza e chiarezza, presupposto necessario per un efficace funzionamento del gruppo di lavoro ed implica che gli individui non percepiscano il gruppo come luogo di giudizio e sussista già, di conseguenza, un clima di confronto e di accettazione ed una cultura che valorizza le capacità e competenze individuali, apprezza le differenze, riconosce e tollera i limiti.
E' evidente che in questo contesto si definisce anche la quarta variante del modello di team building adottato e cioè la leadership.
Il gruppo di lavoro IURE MRR ha dedicato le riunioni del 9.9, del 14.9 e del 19.9.2011 all'argomento con ampie e dibattute discussioni.

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Economia e legge, un rapporto consapevole

"La conoscenza delle leggi risulta, oggi, decisiva anche per la redditività aziendale". Fabio Messi, partendo da questo presupposto, sostiene la necessità di costruire sinergicamente un rapporto, costante, tra legale e impresa. - Andrea Mascariello -

E' fondamentale far sì che l'impresa si impegni a conoscere e approfondire le leggi e gli orientamenti giurisprudenziali che regolano un determinato settore di azione. Si tratta di un dettame indotto dalla sempre più crescente complessità della realtà economica.

 

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